Scegliere lettere e numeri della targa di auto e moto potrebbe presto diventare possibile anche in Italia. Ecco cosa sappiamo finora
Una sigla particolare, le proprie iniziali o una sequenza di numeri significativa. In Paesi come Regno Unito e Stati Uniti le targhe personalizzate fanno parte da tempo della cultura automobilistica. In Italia, invece, lettere e numeri vengono assegnati automaticamente al momento dell’immatricolazione.
Con la riforma del Codice della Strada lo scenario è destinato a cambiare: sarà possibile richiedere una specifica combinazione alfanumerica per la propria targa. Non si tratterà però di una personalizzazione completamente libera. Formato, dimensioni, colori e caratteristiche estetiche resteranno quelli previsti dalla normativa.
Quanto costerà una targa personalizzata?
Per le automobili il costo indicato è di 600 euro per la coppia di targhe, anteriore e posteriore. La cifra comprende 500 euro per la produzione e una maggiorazione di 100 euro destinata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Per i motoveicoli il costo previsto scende invece a 360 euro, considerando la presenza della sola targa posteriore. A queste cifre dovranno essere aggiunti i normali costi relativi alle pratiche di immatricolazione.
Naturalmente la personalizzazione resterà facoltativa: chi non sarà interessato continuerà a ricevere la targa attraverso il normale sistema di assegnazione.
Si potrà scegliere qualsiasi combinazione?
No. La possibilità di personalizzare riguarderà la sequenza alfanumerica, ma continueranno a essere applicate precise regole per garantire l'identificazione del veicolo. La struttura resterà quella tradizionale a sette caratteri: due lettere, tre numeri e altre due lettere. Non cambieranno nemmeno font, dimensioni, fondo bianco, caratteri neri e bande blu laterali. La combinazione scelta dovrà inoltre essere disponibile: non potrà coincidere con quella di un'altra targa attiva. Saranno escluse anche sequenze offensive, ambigue o ingannevoli.
Resteranno fuori alcune lettere già oggi non utilizzate nelle targhe italiane, come I, O, Q e U, per evitare possibili confusioni nella lettura.
La targa seguirà il proprietario o l'auto?
Un punto importante riguarda il rapporto tra targa e veicolo. La targa personalizzata resterà associata all'auto e non alla persona. Questo significa che, in caso di vendita della vettura, la combinazione non potrà semplicemente essere trasferita sulla nuova auto del precedente proprietario. La targa accompagnerà il veicolo fino alla sua demolizione.In caso di furto o smarrimento, invece, sarà prevista la possibilità di richiedere un duplicato mantenendo la stessa combinazione.
E per un'auto già immatricolata?
La possibilità non riguarderà esclusivamente le auto nuove. Il nuovo sistema contempla infatti anche casi di reimmatricolazione. Su questo aspetto sarà però particolarmente importante verificare le disposizioni attuative definitive , quando saranno disponibili : non va quindi dato per scontato che sarà possibile sostituire liberamente la targa di un'auto già circolante soltanto per scegliere una nuova combinazione.
Quando arriveranno davvero le targhe personalizzate?
È il punto sul quale occorre maggiore attenzione: le targhe personalizzate non sono ancora prenotabili. Il testo del nuovo Codice della Strada deve completare il proprio percorso normativo. L'entrata in vigore della nuova disciplina è prevista dal 1° gennaio 2028, ma anche successivamente saranno necessari i regolamenti attuativi e l'adeguamento dei sistemi della Motorizzazione Civile. La possibilità concreta di effettuare una richiesta potrebbe quindi arrivare ancora più avanti.
Per chi trova interessante l'idea di rendere più personale anche la targa della propria auto, insomma, la novità è ormai delineata. Prima di scegliere lettere e numeri, però, sarà necessario attendere le disposizioni definitive che stabiliranno nel dettaglio procedure e tempi per presentare la domanda.
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Da sempre siamo abituati a preparare la nostra auto per l’estate o per l’inverno, ora anche le vetture elettriche non si sottraggono da alcune piccole attenzioni stagionali. Tenendo in considerazione comportamenti e rendimenti diversi a seconda del periodo. Nei mesi freddi, infatti, il clima influisce in modo particolare sulla batteria, sui tempi di ricarica e sull’autonomia, ma con i giusti accorgimenti, anche nei mesi più rigidi possiamo mantenere efficienza e comfort, senza pensieri.
I principali aspetti da considerare per l'auto elettrica, in inverno, sono:
Maggiore consumo energetico per il riscaldamento dell'abitacolo
Riduzione dell'autonomia del 20-30% rispetto alle condizioni ottimali
Tempi di ricarica leggermente superiori con temperature sottozero
Necessità di pianificazione dei viaggi tenendo in considerazione queste diverse condizioni
Come le temperature invernali influenzano le auto elettriche
Il freddo rappresenta una delle condizioni più impegnative per le batterie agli ioni di litio che alimentano le auto elettriche. Cosa succede alle auto elettriche con il freddo? Le basse temperature rallentano i processi elettrochimici interni alla batteria, riducendo la sua capacità di erogare e accumulare energia in modo efficiente.
Questo fenomeno si manifesta attraverso diversi effetti tangibili qualità riduzione dell'autonomia totale (su cui influisce anche la maggiore necessità di energia per il riscaldamento dell'abitacolo) e tempi di ricarica leggermente superiori (specialmente alle colonnine rapide).
Si tratta di una caratteristica fisiologica delle batterie, che può essere mitigata con alcuni accorgimenti pratici.
Autonomia delle auto elettriche in inverno
Una delle domande più frequenti riguarda precisamente quanta autonomia perdono le auto elettriche col freddo. I dati reali indicano una riduzione media compresa tra il 20% e il 30% rispetto alle condizioni ottimali, sulla cui ampiezza influiscono il modello del veicolo, le condizioni climatiche specifiche e le abitudini di guida.
I principali fattori che incidono sulla riduzione dell’autonomia sono in parte comuni anche alle auto ‘termiche’ (come, ad esempio, la maggiore resistenza al rotolamento degli pneumatici invernali e delle strade fredde o innevate) ed in parte specifiche, come l’uso intensivo del sistema di riscaldamento dell'abitacolo, che nelle auto elettriche dipende interamente dalla batteria di trazione, e la minore reattività chimica della batteria alle basse temperature.
Questa riduzione è del tutto normale e prevedibile, ma è importante considerare questa variazione nella pianificazione di percorsi e momenti di ricarica, anche di quelli abituali.
Gestione della batteria dell'auto elettrica in inverno
Tra dotazioni specifiche e piccole attenzioni, l’uso invernale delle auto elettriche sarà fatto di piccoli gesti abituali che entreranno nella routine, mantenendo sempre prestazioni ottimali dalla batteria di trazione. Nulla di nuovo, comunque, anche perché anche sulle auto ‘termiche’ cambiamo certe abitudini. Ecco alcuni consigli utili:
Pre-climatizza l’abitacolo: molte vetture permettono di avviare il riscaldamento mentre l’auto è collegata alla colonnina, distribuendo il consumo durante la sosta ‘alimentata’
Attiva la modalità ‘invernale’ della batteria: diversi modelli dispongono di sistemi di riscaldamento delle batterie, programmabile o attivabile in concomitanza delle ricariche, ottimizzandone tempi ed efficienza
Parcheggia al coperto o collegato alla ricarica: un garage, un box o anche solo una tettoia aiutano a proteggere la batteria dagli sbalzi termici
Mantieni un livello di carica regolare: restare tra il 20% e l’80% di carica è ideale per la salute della batteria in tutte le stagioni, in particolare d’inverno
Strategie per migliorare l'autonomia in condizioni invernali
Esistono diverse tecniche per massimizzare l'autonomia auto elettriche in inverno senza sacrificare il comfort di guida:
Adotta uno stile di guida fluido ed efficiente, ogni kWh risparmiato si traduce in chilometri aggiuntivi, oltre che ad una maggior sicurezza su fondi insidiosi
Utilizza la modalità Eco disponibile su praticamente tutti i modelli elettrici moderni per ottimizzare la gestione dell'energia, regolando potenza e intensità del climatizzatore
Preferisci i sistemi di climatizzazione localizzati di sedili e volante (se disponibili) meno energivori rispetto al riscaldamento completo dell’abitacolo
Controlla spesso la pressione degli pneumatici, infatti in inverno l'aria fredda riduce la pressione, aumentando la resistenza al rotolamento e di conseguenza i consumi
Manutenzione dell'auto elettrica nei mesi freddi
La manutenzione stagionale delle auto elettriche include controlli specifici per affrontare al meglio la stagione fredda, come:
Verifica dello stato degli pneumatici invernali e della loro aderenza per garantire sicurezza e prestazioni ottimali su fondi scivolosi
Controllo dei liquidi dell'auto, in particolare quello dei tergicristalli con additivo antigelo, essenziali per mantenere visibilità perfetta durante pioggia, neve o formazione di ghiaccio
Test dei sistemi di riscaldamento, sbrinamento e climatizzazione
Misurazione della batteria ‘servizi’: è la classica batteria 12v che equipaggia ogni auto, non dimentichiamoci di lei!
Check-up per verificare l'efficienza del sistema di gestione termica del pacco batterie. L’auto elettrica in inverno è davvero la scelta vincente?
Gestire efficacemente la propria auto elettrica in inverno significa adottare comportamenti specifici ma semplici: pre-climatizzazione intelligente, ricariche più frequenti, stile di guida ottimizzato e manutenzione stagionale appropriata. Con questi accorgimenti, che dovrebbero essere comunque alla base di un attento uso di ogni veicolo, anche nelle condizioni più rigide, è possibile continuare a godere pienamente dei vantaggi della mobilità elettrica.
L'inverno non rappresenta un ostacolo insormontabile per l'elettrico, ma piuttosto un'opportunità per sviluppare una maggiore consapevolezza energetica e una guida più efficiente. I benefici ambientali, il comfort superiore e i costi di gestione ridotti rimangono invariati durante tutto l'anno.
Con Autotorino hai a disposizione consulenti esperti nella mobilità elettrica, pronti a guidarti nella scelta del veicolo più adatto alle tue esigenze e a fornirti tutte le strategie per affrontare ogni stagione nel massimo comfort e con la massima efficienza.
FAQ
Qual è l'impatto del freddo sulla batteria delle auto elettriche?
Il freddo rallenta i processi chimici interni della batteria, riducendo temporaneamente autonomia ed efficienza del 20-30% rispetto alle condizioni ottimali.
Come posso preparare la mia auto elettrica per l'inverno?
Pre-climatizza l'abitacolo quando sei collegato alla ricarica, parcheggia al coperto quando possibile e controlla regolarmente pneumatici e liquidi antigelo.
L'autonomia delle auto elettriche è influenzata dal riscaldamento dell'abitacolo?
Sì, il riscaldamento è uno dei fattori che più impatta sui consumi energetici nei mesi freddi.
Consigli per migliorare l'autonomia dell'auto elettrica in inverno?
Utilizza la modalità Eco, prediligi i riscaldamenti localizzati (sedili e volante), mantieni una guida fluida e controlla regolarmente la pressione degli pneumatici.
Quali sono i migliori accessori per auto elettriche in inverno?
Cavi di ricarica resistenti al freddo, tappetini impermeabili, spray antigelo per serrature e copriparabrezza per proteggere dal ghiaccio.
Come si deve parcheggiare un'auto elettrica quando fa freddo?
Preferibilmente al coperto o collegata alla colonnina di ricarica per mantenere la batteria a temperatura ottimale e utilizzare la pre-climatizzazione.
È necessaria una manutenzione particolare per l'auto elettrica in inverno?
Oltre ai controlli standard, è consigliabile verificare lo stato della batteria, l'efficienza del sistema di climatizzazione e la pressione degli pneumatici.
Le auto elettriche hanno problemi di prestazioni in inverno?
No, le prestazioni di guida rimangono eccellenti; l'unica variazione riguarda l'autonomia, che può essere gestita con una pianificazione appropriata.
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L'esenzione bollo approvata dal Consiglio dei Ministri introduce una novità destinata a interessare una parte significativa del parco circolante italiano.
Esenzione bollo auto, da quando?
La misura è prevista esclusivamente per il 2027 e riguarda i bolli con scadenza dal 1° gennaio al 31 dicembre dello stesso anno. Concerne le autovetture con potenza non superiore a 80 kW e, secondo le informazioni diffuse dal Governo, coinvolge anche motocicli e ciclomotori sulla base di criteri specifici.
Requisiti sull'esenzione bollo per auto e moto
Per molti automobilisti e motociclisti, la prima domanda è semplice: il proprio veicolo rientra tra quelli che potranno beneficiare dell'esenzione?
Nel caso delle autovetture, il requisito principale è la potenza. Per verificarla è sufficiente consultare la carta di circolazione, dove il valore espresso in kilowatt è riportato alla voce P.2. È il dato da prendere come riferimento per capire se l'auto rientra nella soglia degli 80 kW prevista dal provvedimento.
Un altro aspetto rilevante riguarda il numero di veicoli agevolabili. L'esenzione non sarà infatti riconosciuta a tutti i mezzi posseduti dal contribuente, ma a un solo veicolo per ciascun contribuente. Nel caso di più autovetture che rispettano i requisiti previsti, il beneficio verrà attribuito a quella con la potenza inferiore. Se i veicoli hanno la stessa potenza, l'agevolazione si applicherà a quello per cui sarebbe dovuto l'importo di bollo più basso.
Il provvedimento interessa anche il mondo delle due ruote. L'esenzione è prevista per motocicli e ciclomotori, ma segue regole differenti rispetto alle autovetture. In particolare, il beneficio non è cumulabile con quello eventualmente riconosciuto per un'autovettura. Anche in questo caso, quindi, il principio rimane quello di una sola agevolazione per contribuente. Se si possiedono più motocicli che rientrano nei requisiti previsti dalla norma, l'esenzione verrà attribuita secondo i criteri stabiliti dal provvedimento.
La misura arriva in una fase nella quale il tema del costo della mobilità è sempre più centrale. Aumento dei costi energetici e crescente incertezza del mercato hanno portato automobilisti e motociclisti a valutare con maggiore attenzione sia il prezzo di acquisto sia il costo complessivo di possesso del veicolo.
Un provvedimento che alleggerisce i costi di gestione
In questo contesto, la misura da un lato contribuisce ad alleggerire uno dei costi ricorrenti legati alla proprietà di auto e moto; dall'altro riporta nel dibattito il tema della fiscalità applicata all'automobile. "Questo provvedimento è un primo segnale positivo, sia in relazione ai costi raggiunti dai carburanti, sia verso l'auspicata revisione della fiscalità legata all'automobile", ha commentato Plinio Vanini, Presidente di Autotorino.
Auto e moto continuano a rappresentare strumenti essenziali per milioni di persone, soprattutto nei territori in cui la mobilità privata rimane fondamentale per esigenze professionali e personali. In questo scenario, ogni intervento che contribuisce a ridurre il costo della mobilità risulta essere un supporto concreto per consumatori, imprese e operatori del settore.
La sfida resta quella di costruire condizioni che consentano di conciliare innovazione, sostenibilità ambientale e accessibilità economica. Un equilibrio che sarà decisivo per accompagnare l'evoluzione del mercato nei prossimi anni e favorire un rinnovo del parco circolante coerente con le esigenze di cittadini, imprese e territori.
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