17.09.2026
Esenzione bollo auto 2027: cosa cambia per automobilisti e moto
L'esenzione bollo approvata dal Consiglio dei Ministri introduce una novità destinata a interessare una parte significativa del parco circolante italiano.
Esenzione bollo auto, da quando?
La misura è prevista esclusivamente per il 2027 e riguarda i bolli con scadenza dal 1° gennaio al 31 dicembre dello stesso anno. Concerne le autovetture con potenza non superiore a 80 kW e, secondo le informazioni diffuse dal Governo, coinvolge anche motocicli e ciclomotori sulla base di criteri specifici.
Requisiti sull'esenzione bollo per auto e moto
Per molti automobilisti e motociclisti, la prima domanda è semplice: il proprio veicolo rientra tra quelli che potranno beneficiare dell'esenzione?
Nel caso delle autovetture, il requisito principale è la potenza. Per verificarla è sufficiente consultare la carta di circolazione, dove il valore espresso in kilowatt è riportato alla voce P.2. È il dato da prendere come riferimento per capire se l'auto rientra nella soglia degli 80 kW prevista dal provvedimento.
Un altro aspetto rilevante riguarda il numero di veicoli agevolabili. L'esenzione non sarà infatti riconosciuta a tutti i mezzi posseduti dal contribuente, ma a un solo veicolo per ciascun contribuente. Nel caso di più autovetture che rispettano i requisiti previsti, il beneficio verrà attribuito a quella con la potenza inferiore. Se i veicoli hanno la stessa potenza, l'agevolazione si applicherà a quello per cui sarebbe dovuto l'importo di bollo più basso.
Il provvedimento interessa anche il mondo delle due ruote. L'esenzione è prevista per motocicli e ciclomotori, ma segue regole differenti rispetto alle autovetture. In particolare, il beneficio non è cumulabile con quello eventualmente riconosciuto per un'autovettura. Anche in questo caso, quindi, il principio rimane quello di una sola agevolazione per contribuente. Se si possiedono più motocicli che rientrano nei requisiti previsti dalla norma, l'esenzione verrà attribuita secondo i criteri stabiliti dal provvedimento.
La misura arriva in una fase nella quale il tema del costo della mobilità è sempre più centrale. Aumento dei costi energetici e crescente incertezza del mercato hanno portato automobilisti e motociclisti a valutare con maggiore attenzione sia il prezzo di acquisto sia il costo complessivo di possesso del veicolo.
Un provvedimento che alleggerisce i costi di gestione
In questo contesto, la misura da un lato contribuisce ad alleggerire uno dei costi ricorrenti legati alla proprietà di auto e moto; dall'altro riporta nel dibattito il tema della fiscalità applicata all'automobile. "Questo provvedimento è un primo segnale positivo, sia in relazione ai costi raggiunti dai carburanti, sia verso l'auspicata revisione della fiscalità legata all'automobile", ha commentato Plinio Vanini, Presidente di Autotorino.
Auto e moto continuano a rappresentare strumenti essenziali per milioni di persone, soprattutto nei territori in cui la mobilità privata rimane fondamentale per esigenze professionali e personali. In questo scenario, ogni intervento che contribuisce a ridurre il costo della mobilità risulta essere un supporto concreto per consumatori, imprese e operatori del settore.
La sfida resta quella di costruire condizioni che consentano di conciliare innovazione, sostenibilità ambientale e accessibilità economica. Un equilibrio che sarà decisivo per accompagnare l'evoluzione del mercato nei prossimi anni e favorire un rinnovo del parco circolante coerente con le esigenze di cittadini, imprese e territori.











